Recensione #48 : Dungeon Fighter

DUNGEON FIGHTER

dungfight1Da 1 a 6 giocatori del 2011 da 45 minuti

Poco testo sulle carte

Età consigliata da 9

Designer: Aureliano Buonfino, Lorenzo Silva, Lorenzo Tucci Sorrentino

Publisher: Cranio Creations

Contenuto:

  • 1 bersaglio (plancia assemblabile)
  • 3 dadi base (colorati)
  • 9 dadi Bonus (bianchi)
  • 30 monete
  • 6 pedine Punti Vita, 1 pedina Punti Vita mostro
  • 9 schede Eroe
  • 1 scheda Punti Vita mostri
  • 6 schede Mappa double-face
  • 1 segnalino gruppo
  • 1 segnalino Leader
  • 1 tessera Scrigno
  • 5 segnalini Abilità Speciale, 14 segnalini Cicatrice
  • 1 torre porta carte
  • 4 carte Boss
  • 53 carte Equipaggiamento, 53 carte Mostro.

Regolamento e descrizione in breve (tratto da La tana dei Goblin):

Peschiamo un Boss a caso e lo poniamo coperto alla fine di un Dungeon creato con tre tessere, anch’esse casuali. Ogni giocatore sceglie un “improbabile” Eroe dalle proprie peculiarità.

Il segnalino gruppo viene posto sulla prima stanza. Ogni volta che il gruppo si sposta su una nuova stanza (compresa la prima), si pesca una Carta Mostro, il cui potere aumenta con il passare dei turni e con il livello di difficoltà scelto per la partita. Per sconfiggere ogni mostro è necessario infliggergli un certo numero di ferite: i danni si ottengono tirando i dadi il più possibile verso il centro della “plancia bersaglio” . Chi sbaglia il tiro subisce i danni segnati sulla carta Mostro: proseguendo in senso orario, ogni giocatore tira uno dei dadi ancora non utilizzati. Quando questi finiscono, tutta la compagnia subisce i danni del mostro e si riparte, fino alla prematura scomparsa dell’avversario o alla tragica fine di tutti gli eroi. Chi arriva a zero punti ferita prende un segnalino cicatrice (“si sdraia a terra fingendosi morto”, recita il regolamento): questo limita i suoi punti ferita (ben 3 in meno sui 9 iniziali) e blocca alcune delle sue abilità.

dungfight
Alla fine di ciascun livello di dungeon (3 volte nel gioco), la compagnia incontra un emporio: qui è possibile spendere le monete ottenute in battaglia per comprare gli oggetti più diversi e i dadi bianchi, che servono come attacchi “usa e getta” (qui in senso proprio!) durante i combattimenti. Al di là dei gingilli portatori di bonus (come l’Eau de Napalm, la pozione che aggiunge 3 danni a un tiro), ci sono le maravigliose armi: il Macinapepe Magico, per esempio, che aggiunge 2 danni a ogni tiro fatto lanciando il dado dal naso, o la Lama Infame che dà lo stesso bonus a chi tira da sotto la gamba. E via così, con una ridda di Archi Parabolici, Catapulte Dorate e Balestre Ravvicinanti.

Il simpatico del gioco sta nel tiro del dado. Nel proprio turno, il giocatore sceglie uno dei dadi e lo lancia, facendolo rimbalzare prima sul tavolo e quindi sul tabellone. A questo si aggiungono variabili scelte o imposte: tirare con la mano sinistra, dopo una piroetta, lontani dal tavolo, inginocchiandosi, facendo rimbalzare contro la scatola. I dadi base, poi, sono colorati e riportano un Occhio Maggico su tre delle sei facce: se esce l’Occhio, una delle abilità del personaggio viene attivata. Il Barbaro raddoppia i danni, il Ladro ruba un oggetto al mostro, il Mago lo trasforma in una rana e così via.

Materiali:

la plancia a forma di bersaglio è di un bel cartone robusto, le tails per il labirinto un poco leggere. Nel complesso è di bell’impatto.

Considerazione finale :

Gioco divertente anche se potrebbe diventare frustrante. L’importante è affrontarlo mettendosi in gioco e senza l’ossessione di vincere obbligatoriamente. In vendita diverse espansioni.

VOTO : 7,5 

Foto sono state caricate dagli utenti di Boardgamegeek su boardgamegeek.com e possono non riferirsi all’edizione posseduta nella mia collezione. Tutti i diritti di queste foto sono riservati ai rispettivi proprietari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.